Smartsex

4 marzo 2019: giornata mondiale contro il Papilloma Virus

Si celebra oggi la Giornata mondiale contro il virus responsabile della gran parte dei tumori della cervice uterina e di vari altri tumori dell’area genitale. Tante le iniziative per sensibilizzare i giovani e spiegare come si può fare prevenzione

di IRMA D'ARIA
 
"Hai mai sentito parlare dell’HPV?”. Con questa domanda e l’ashtag #AskAboutHPV si celebra oggi la Giornata mondiale contro il Papilloma Virus Umano che colpisce ogni anno in Italia oltre 6mila uomini e donne. La Giornata, promossa dall’International Papilloma Virus Society insieme a 80 istituzioni scientifiche, si propone di informare e sensibilizzare sul virus responsabile della gran parte dei tumori della cervice uterina. Solo nel 2018, secondo i dati Oms per l’Europa, ci sono stati 69mila nuovi casi di tumore alla cervice uterina e 30mila morti. Ma l’HPV può causare anche vari altri tumori dell’area genitale e dell’orofaringe. Tante le iniziative di sensibilizzazione che si svolgono in vari ospedali italiani.

Un virus che colpisce l’80% delle persone sessualmente attive

Anche se poche persone ne hanno sentito parlare, l’HPV può colpire tutti. “Si stima che l’80% delle persone sessualmente attive, soprattutto nella fascia di età tra 25 e 35 anni, venga a contatto almeno una volta nella vita con una forma di Hpv che si risolve spontaneamente”, spiega Domenica Lorusso, ginecologa oncologa presso la Ginecologia Oncologica, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma. “A renderlo più insidioso, poi, è il fatto che nella maggior parte dei casi l'infezione non dà sintomi e per lo più regredisce spontaneamente”.

I vari tipi di Papilloma virus

Esistono oltre 200 tipi di Papilloma Virus Umano. Di questi, una ventina circa sono stati riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come oncogeni, cioè come causa del tumore del collo dell’utero. “Ma non tutti i virus hanno lo stesso potenziale cancerogenico: gli HPV a basso rischio, cioè il tipo 6 e 11, possono provocare solo i condilomi, ma il 50% delle persone purtroppo incappa in un ceppo ad alto rischio, tra cui l’HPV 16 o 18, responsabili del 70% di tutte le forme tumorali della cervice uterina ed altri cancri dell'apparato genitale come quello dell’ano, della vulva e del pene”, chiarisce la ginecologa. “Tuttavia, a fronte di un’infezione che sta diventando endemica, solo nel 10% dei casi l’HPV diventa un’infezione persistente che può degenerare in tumore mentre nel 90% dei casi il nostro organismo combatte spontaneamente il virus anche nell’arco di due anni per cui c’è una remissione spontanea dell’infezione”.

Come si tramette

L’infezione da HPV si trasmette tramite contatto sessuale, attraverso la cute e le mucose. “L’uso del profilattico riduce di molto i rischi di contagio da questa come da altre infezioni a trasmissione sessuale ma - avverte Domenica Lorusso - solo quando nessuno dei due partner è già entrato in contatto con il virus. Se, invece, c’è già l’infezione il profilattico non protegge il partner”.

La sorveglianza con gli screening

Per poter intercettare il virus, è fondamentale la sorveglianza. “Il test per l’HPV - spiega l’esperta - va fatto dai 30 anni in poi in combinazione con il Pap test una volta all’anno fino ai 70 anni. Per le donne al di sotto dei 30 anni, lo screening del tumore del collo dell’utero si basa ancora per il momento esclusivamente sul Pap test, che andrebbe fatto ogni tre anni”. Questo perché si è visto che al di sotto dei 30 anni lo screening basato su test HPV conduce a sovra-diagnosi di lesioni che nelle donne giovani regrediscono spontaneamente. Quando l’HPV dà un esito negativo il successivo Pap test può essere dilazionato di tre anni. “Questi test sono importantissimi perché la carcinogenesi è preceduta da una serie di lesioni precancerose e attraverso Pap test e HPV test siamo in grado di intercettarle. Una volta individuate, poi, non vanno bruciate ma asportate
per poterle fare analizzare” spiega Lorusso.

Il vaccino funziona ma è poco diffuso

Come dimostra il caso dell’Australia che entro 20 anni diventerà il primo paese a dire addio al cancro della cervice grazie agli alti tassi di vaccinazione e di screening, la prevenzione è possibile. In Italia, la vaccinazione anti-Papillomavirus è gratuita per le 11enni fin dal 2007. Ma poiché l’infezione può essere contratta anche dagli uomini, dal 2017 il vaccino è offerto sia alle ragazze che ai ragazzi ma non in tutte le regioni.  “Attualmente sono disponibili un vaccino bivalente, uno quadrivalente e, dal 2017, un vaccino 9-valente che previene l’infezione di 9 tipi di papillomavirus”, spiega l’esperta che aggiunge: “Per me che sono una ginecologa oncologa veder morire delle pazienti per un tumore che poteva essere evitato grazie al vaccino è un colpo tremendo. Oggi il tumore alla cervice è uno dei pochi che si possono prevenire grazie al vaccino contro il papilloma virus che ci permette di fare una prevenzione primaria, cosa che costituisce un fatto eccezionale in quanto, a differenza degli screening di prevenzione secondaria come il Pap test, che ci segnalano le lesioni precancerose una volta che sono già presenti, con il vaccino possiamo evitare di contrarre l’infezione da HPV. Per questo dobbiamo sempre più implementare il ricorso alla vaccinazione: più la popolazione è coperta, più possibilità abbiamo di ridurre drasticamente i casi di tumori alla cervice”.

Non bisogna avere paura

Purtroppo, i livelli di adesione alla vaccinazione sono ancora lontani dall’obiettivo del 95% prefissato dal Ministero della Salute. Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero della Salute relativi alla coorte 2005 nell’ultimo anno c’è stato un ulteriore decremento della copertura, particolarmente evidente per il ciclo completo (49,9%), mentre per la prima dose è del 64,3%. Per quanto riguarda le coorti più vecchie (1997-2001), il rapporto evidenzia una copertura del 73-76% per almeno una dose di vaccino e del 69-72% per il ciclo completo, con circa il 4% delle ragazze che ha iniziato ma non completato il ciclo vaccinale. “Per mancanza di informazione, per ignoranza e anche come effetto della campagna No Vax – commenta Lorusso – la copertura vaccinale è diminuita ed è un peccato perché sappiamo che se riuscissimo a vaccinare almeno il 70% della popolazione avremmo una riduzione nei prossimi 10 anni del 30% di incidenza di malattia. Ma non bisogna spaventare i ragazzi e seminare il panico rispetto al Papilloma virus perché avere l’infezione non vuole dire che avremo un tumore e la prevenzione può salvare la vita anche perché per fortuna quelli interessati sono tutti organi esterni, come, per esempio, la vulva, la vagina, l’ano e l’apparato buccale, che sono facilmente esplorabili sia con un esame clinico che strumentale”.

Visite gratuite e informazioni per tutti

In occasione dell’International HPV Awaraness Day, presso il Centro per le Infezioni sessualmente Trasmesse (MST) dell’Istituto Dermatologico San Gallicano si svolgerà un Open Day con visite e consulenze gratuite e un incontro con gli studenti della Sapienza dove gli esperti degli Istituti e dell’Università daranno informazioni e sensibilizzeranno sul virus. Agli IFO sono 600 all’anno i casi trattati di condilomatosi genitale in uomini e donne seguiti presso il centro MST dell’Istituto Dermatologico San Gallicano. Altre 600 donne sono visitate anche dalla ginecologia oncologica del Regina Elena con attività di prevenzione, diagnosi e trattamento dell’HPV per un totale di oltre 1000 prestazioni tra vaccinazioni, conizzazioni e trattamenti laser.

Informazioni sull’HPV anche a Como dove dalle 14.30 alle 17.30, un gruppo di specialisti in Dermatologia, Ginecologia, Urologia e Pediatria sarà presente nel Centro IST – Infezioni Sessualmente Trasmissibili del Poliambulatorio di via Napoleona. Inoltre, sono previste sedute personalizzate, anche di coppia, con la possibilità di sottoporsi all’HPV Test per le donne dai 35 ai 60 anni e per gli uomini dai 20 ai 45 anni e al Pap Test per le donne con età compresa tra i 20 e i 35 anni grazie alla collaborazione con le Unità Operative di Ginecologia e di Anatomia Patologica. E’ necessario prenotare al numero verde 800-896972. Ambulatori aperti anche presso l'ospedale di Cisanello a Pisa dove vari specialisti saranno a disposizione di chiunque voglia saperne di più.