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ADOLESCENTI, PERICOLO SEXTING 2

ADOLESCENTI, PERICOLO SEXTING

L'incubo cyberbullismo è sempre in agguato: il primo messaggio hot viene inviato tra gli 11 e i 14 anni d'età


Il rapporto tra i giovani e la sessualità è ormai drasticamente cambiato negli ultimi anni. È calata infatti notevolmente l’età del primo rapporto sessuale, complice anche la facilità con cui si entra in contatto con i coetanei grazie ai dispositivi tecnologici. Diventa quindi fondamentale prestare la massima attenzione per evitare che i ragazzi possano essere vittime di malintenzionati. A metterlo in evidenza è l’indagine #soloperte. Adolescenti: usi e costumi nella solitudine del sexting.



Sexting: una pratica sempre più diffusa

Gli adolescenti hanno ormai un rapporto sempre più disinibito con i propri coetanei. La conferma arriva dai risultati dell’indagine #soloperte. Adolescenti: usi e costumi nella solitudine del sexting a cui hanno partecipato 2.800 di ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 17 anni. Ben 2 su 5 han confessato di avere inviato messaggi/foto/video a contenuto sessuale (il cosiddetto sexting). Il 60% di loro ha invece ricevuto questo tipo di materiale.

Il 41% degli intervistati ha però ammesso di essersi sentito a disagio una volta osservati i contenuti hot. Al 64% è capitato almeno una volta che qualcuno facesse allusioni sessuali sul proprio corpo, sui loro atteggiamenti o sulla loro persona. Addirittura il 73% del campione almeno una volta ha ricevuto anche senza volerlo foto o video con contenuti sessualmente espliciti e/o pornografici da amici (36%), compagni (31%) o sconosciuti (11,38%).

Sono diverse invece le motivazioni indicate dai giovani sul loro comportamento. Il 29,5% ha ammesso di averlo fatto “per dimostrare di essere figo“, il 23,79% “perché è divertente” e il 16,3% “per alimentare le mie relazioni”. I contenuti hot viaggiano nel 67% dei casi via Whatsapp; seguono Instagram (57%) e Snapchat (43%).



Uniti contro il cyberbullismo

Resi noti i risultati dell’indagine, è stato annunciato un protocollo d’intesa contro il cyberbullismo tra la Polizia di Stato e la Casa pediatrica dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco che potrà essere di aiuto per molte famiglie. La situazione attuale appare infatti di piena emergenza: solo nel 2016 si sono registrate in Italia  235 denunce con minori vittime di reato. Ben 31 under 18 si sono resi responsabili di atti quali stalking, molestie e diffusione di materiale pornografico.

L’accordo ha un obiettivo davvero ambizioso: creare un network nazionale con Milano capitale. La Polizia Postale e delle Comunicazioni realizzerà così specifiche azioni di formazione per un uso corretto del web rivolte sia alle figure professionali del Fatebenefratelli che ai giovani pazienti della struttura milanese. L’opera di coordinamento sarà invece affidata alla Casa pediatrica Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano.

L’impegno comune porterà a mettere in atto “un sistema capillare di intervento con il supporto scientifico delle università e il coinvolgimento delle comunità locali“. Un ruolo attivo lo avranno quindi scuole, associazioni sportive, oratori e istituzioni locali.



Pericolo adescamento online: consigli utili per le famiglie

La facilità con cui gli adolescenti utilizzano strumenti come smartphone, tablet e social network inevitabilmente rende più facile entrare in contatto con alcuni malintenzionati. Il rischio di essere vittime di adescamento online è quindi dietro l’angolo. Internet è un canale utilizzato da molti pedofili, che fanno il possibile per manipolare le proprie vittime.

Si inizia solitamente il rapporto sulla base di una finta amicizia per cercare di guadagnarsi la fiducia dei più piccoli. Spesso i malviventi mentono inoltre sulla propria età, rivelandola solo quando il legame diventa più stretto. Poi si passa alle confidenze sessuali e alla richiesta di immagini esplicite, a volte chiedendo anche un incontro. Il reato penale è considerato però tale anche in assenza di abuso fisico.

Le famiglie possono però cercare di prevenire il problema educando i figli a un utilizzo responsabile e consapevole del web. È importante quindi invitare i più piccoli a non rivelare informazioni personali online su di sé, nè sulla propria famiglia. Anche l’invio di foto a persone che non si conoscono personalmente è altamente sconsigliato, perché non si ha la certezza dell’uso che ne può essere fatto. Proprio per questo è meglio evitare di incontrare persone conosciute virtualmente.

 

Fonte: thesocialpost.it