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OMS e INFEZIONI SESSUALMENTE TRASMESSE 2

AMCLI: OMS e le INFEZIONI SESSUALMENTE TRASMESSE

Batteri sempre più resistenti agli antibiotici rendono sempre più difficile la cura a moltissime infezioni tra cui quelle a trasmissione sessuale – le infezioni da Clamidie, quelle da Neisseria Gonorrhoeae (la gonorrea) e quelle da treponema pallidum (la sifilide) – che ogni anno nel mondo colpiscono oltre  200 milioni di persone.  Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ogni anno 131 milioni di persone si infettano con  Clamidia, 78 milioni con Neisseria gonorrhoeae  e 5,6 milioni con treponema pallidum.  La situazione già di per se allarmante per i numeri in gioco, è peggiorata ulteriormente poiché spesso queste infezioni sono causate da batteri resistenti ai trattamenti antibiotici e, qualora non trattate o trattate in modo inefficiente possono diventare causa di infiammazioni pelviche croniche, aborti spontanei, nascite di neonati pretermine e infertilità maschile e femminile. L’ allarme dell’ Oms è stato, questa volta accompagnato dalla emanazione  di nuove linee guida per un trattamento più appropriato. “Dei tre patogeni” evidenzia l’Amcli ” la Neisseria gonorrhoeae  ha sviluppato la resistenza più forte, tanto che sono già stati individuati ceppi multi-resistenti che non rispondono più ad alcun antibiotico disponibile. Le nuove linee guida  sconsigliano soprattutto l’uso degli antibiotici  chinoloni, una classe di antibiotici  per i quali i livelli di resistenza sono altissimi. Per curare le infezioni da Treponema pallidum, invece, si raccomanda una singola dose di penicillina benzatina iniettata intra muscolo, che risulta essere più efficace e più economica degli antibiotici orali”. «Le nuove linee guida rafforzano la necessità di trattare le infezioni causate da questi batteri   con l’antibiotico giusto, al giusto dosaggio e nel momento giusto, per ridurre la loro diffusione e migliorare la salute sessuale e riproduttiva. Per fare questo, serve la collaborazione dei dermatologi a cui molti ambulatori delle malattie sessualmente trasmesse fanno riferimento, ma anche degli infettivologi, dei ginecologi e dei Microbiologi clinici» spiega Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI e Direttore U.O. Microbiologia A.S.S.T Ovest Milanese.  «I Microbiologi Clinici svolgono un ruolo chiave  sia per la definizione delle resistenze dei singoli patogeni isolati dai pazienti sia per  l’ attività di sorveglianza delle antibiotico-resistenze a livello più esteso.  E ancora una volta ci si chiede se non sia il caso di procedere allo screening “volontario”  delle ragazze durante la scuola media superiore, almeno per Clamidie» conclude Clerici.

 

Fonte: panoramasanita.it