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La donna è da sempre protagonista della salute: si prende cura dei familiari, a partire dai figli quando sono piccoli, poi si trasforma in caregiver per i genitori, quando diventano anziani, e si preoccupa spesso del marito o del compagno e sempre di più ricopre ruoli di rilievo nel mondo della medicina e della ricerca. Ma quando deve cominciare a pensare a se stessa?
Su questi temi si sono confrontati esperti in diverse aree terapeutiche, oncologia, neurologia, ginecologia, nel corso dell’incontro “Cura, Femminile Plurale. Donne protagoniste di salute. Quella degli altri. E la nostra?”, promosso da Teva Italia, il 10 settembre alla Triennale di Milano, nell’ambito della terza edizione de Il Tempo delle Donne, la tre giorni del Corriere della Sera dedicata all’universo femminile.
Ogni età della donna è un universo a sé: qualcuna si trova a combattere sfide legate alla sua propria natura, altre incontrano sul proprio percorso ostacoli che affrontano con coraggio: ne sono un esempio i tumori femminili e anche la Sclerosi Multipla, malattia che colpisce prevalentemente le donne.
“Sin dall’adolescenza, la scoperta della sessualità pone ostacoli da superare – è intervenuta la Prof.ssa Alessandra Graziottin. L’età media del primo rapporto sessuale si è progressivamente abbassata e si è ampliato il numero di partner con conseguente aumento del rischio di gravidanze indesiderate e di infezioni sessualmente trasmissibili tra gli adolescenti. Tutti aspetti che possono avere un impatto molto negativo sulla psiche e la salute delle giovani donne. Da questo emerge ancora la carenza di informazione, a scuola e in famiglia, sul tema della contraccezione e sull’uso della pillola.”
L’11% dei giovani tra 11 e 25 anni non usa mai protezioni durante il sesso, mentre il 33% usa saltuariamente metodi contraccettivi. Un dato allarmante che sale al 42% tra gli under 14, fascia d’età in cui 1 su 4 confessa di aver già avuto rapporti completi. E anche quando viene usato un metodo contraccettivo non sempre si sceglie quello più affidabile. Il preservativo resta il più utilizzato (77%), anche se in molti casi in maniera non corretta, non costante, non fin dall’inizio del rapporto e in tutti i tipi di rapporti. Un utilizzo scorretto compromette la sua efficacia sia nella protezione da malattie sessualmente trasmissibili sia come anticoncezionale. Segue l’utilizzo della pillola (13%), seppur in percentuale nettamente inferiore. Resta, inoltre, diffuso e frequente il ricorso a pratiche poco sicure quali il coito interrotto (7%) e il calcolo dei giorni fertili (2%). Dilagano i falsi miti sui metodi contraccettivi ormonali come la pillola: il 43% sostiene che faccia ingrassare mentre il 17% pensa che provochi il cancro. La confusione dei giovani riguarda anche le vie di trasmissione di malattie come l’AIDS. Un giovane su 3 pensa che la trasmissione dell’HIV non avvenga attraverso il sesso orale e il 29% considera l’AIDS una malattia dalla quale è possibile guarire.*
Procedendo nell’età adulta la prospettiva cambia. Emerge il binomio tra donna e il concetto di madre e la tematica della fertilità.
Tuttavia l’età compresa tra i 20 e i 40 anni viene talvolta sconvolta da eventi inaspettati che possono minare i progetti di vita.
“Con questo evento, Teva Italia riconferma il suo impegno nell’ambito per la salute in generale e in particolare per quella della donna, –  ha commentato la Dr.ssa Roberta Bonardi, Senior Business Unit Innovative Director di Teva Italia – riconoscendo le specificità che interessano le diverse fasi della sua vita. Teva continua a crescere e ad ampliare il suo impegno in diverse aree terapeutiche quali la Sclerosi Multipla, il tumore al seno e il dolore oncologico, che la portano a essere in prima linea e a focalizzare sempre più l’attenzione sulla salute delle donne in termini di prevenzione e di cura, sia con prodotti e servizi, sia con progetti specifici come a esempio la medicina narrativa nell’ambito del tumore della mammella.”
“Il paziente è al centro della nostra attività di ricerca e sviluppo – prosegue la Dr.ssa Enrica Bucchioni, Direttore Medico di Teva Italia – con l’obiettivo di offrire soluzioni terapeutiche che abbiano un impatto reale nel miglioramento della qualità della vita delle persone. Un approccio che considera la persona a 360 gradi, soprattutto quando si parla di donne, e che si declina in progetti volti a rispondere e incontrare le loro esigenze, anche emotive, che possono accompagnarsi a stati di malattia e ai cambiamenti fisiologici legati all’età. Sosteniamo, inoltre, progetti interdisciplinari su aree terapeutiche specifiche, come la neurologia e la ginecologia, con un focus particolare sulla contraccezione e la fertilità, e iniziative volte alla prevenzione e alla promozione di stili di vita corretti.”

 

Per approfondimenti: quellichelafarmacia.com