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EMERGENZA AIDS IN INGHILTERRA 2

EMERGENZA AIDS IN INGHILTERRA

In Inghilterra è allarme “chemsex” e il Servizio sanitario inglese corre ai ripari, stanziando 600.000 sterline per l’avvio di 13 progetti innovativi volti a contrastare il dilagare dell’HIV e dell’AIDS.

La comunità LGBT+: Il National HIV Prevention Innovation Fund, giunto al secondo anno, ha infatti appena premiato una serie di nuovi progetti, presentati da ONG di volontariato e startup scientifiche, finalizzati a combattere il crescente diffondersi dell’epidemia.
I 13 progetti vincitori, selezionati tra 102 applications, sono stati annunciati dal ministro della Salute Pubblica e dell’Innovazione Nicola Blackwood, nel corso di un evento promosso dal gruppo interparlamentare “HIV and AIDS All Party Parliamentary Group” (APPG), tenutosi presso Westminster.

LE COMUNITA’ PIU’ COLPITE

Oltre alla comunità afro-americana, i gay e i bisessuali, da sempre al centro di tutti le principali iniziative di contrasto all’HIV e all’AIDS, gli aggiudicatari del bando hanno scelto di mettere al centro dei loro interventi le comunità rurali, le persone transgender e coloro che mettono in pratica il cosiddetto “chemsex“, neologismo con il quale si indica il micidiale mix di droghe e sesso divenuto drammaticamente famoso negli ultimi tempi nel Regno Unito tanto da divenire una “priorità di salute pubblica”.

Gay: 3.000 nuovi casi ogni anno

Secondo il Public Health England (PHE), nel Regno Unito, sono circa 103,700 le persone che convivono con l’HIV, sigla dell’inglese Human Immunodeficiency Virus, di cui circa un quinto (18.100) non diagnosticate e inconsapevoli di essere portatori del virus e quindi a rischio di trasmetterlo involontariamente ai propri partner sessuali.
Ad essere colpiti sono soprattutto coloro che hanno rapporti sessuali con persone dello stesso sesso. Le nuove diagnosi di HIV – continua il PHE – rimangono infatti molto alte tra i gay, i bisessuali e “other men who have sex with men” , raggiungendo la drammatica cifra di circa 3.000 nuovi casi ogni anno.
Nicola Blackwood, Sottosegretaria del Publich Health England, agenzia attuativa del Ministero della salute inglese ha commentato l’iniziativa, sottolineando come i progetti vincitori abbiano il merito di avere individuato come target le fasce maggiormente a rischio:

    “È una lista incredibile di innovazioni, che ci offre la possibilità di arrivare in alcune delle aree colpite dallo stigma dell’AIDS e dell’HIV più difficili da raggiungere. Abbiamo finalmente la speranza di poter migliorare la situazione e risolvere certi problemi. (…) La varietà di progetti, che si focalizzano su diversi aspetti del problema, diverse comunità e diverse aree geografiche, è fantastica”.

Kevin Fenton, direttore nazionale del Publich Health England, ha invece messo in evidenza come, se da un lato si è registrato un miglioramento nella popolazione in generale, dall’altro, la situazione è rimasta del tutto invariata nelle comunità da sempre più a rischio, ossia omosessuali, bisessuali e transgender:

    “Mentre i tassi di HIV sono in declino nella popolazione generale, stiamo assistendo in silenzio impatto dell’HIV troppo duro su alcune comunità. È per questo che sono molto felice di vedere il doppio del numero di progetti di finanziamento vincitori di quest’anno con alcuni eccellenti nuovi approcci creativi audaci per contribuire a rafforzare l’azione locale per ridurre HIV tra i gruppi ad alto rischio”

    “Tremila nuova infezioni l’anno tra gli uomini gay non è accettabile. E non dovrebbe essere visto come un rumore di sottofondo o la normalità, alla quarta decade di questa epidemia. Abbiamo gli strumenti, abbiamo la passione, abbiamo i servizi e abbiamo l’energia per mettere la parola fine a questa epidemia. Quello su cui ora dobbiamo focalizzarci è lo sviluppo di questi progetti, per aggiungere la visione dalla quale sono nati”.

INCONTROVERTIBILE NESSO

Non saranno certo questi nuovi progetti a mettere fine all’epidemia di AIDS all’interno della comunità LGBT+. I concreti dati scientifici dimostrano infatti, ancora una volta, l’incontrovertibile nesso tra promiscuità sessuale, tipica della comunità LGBT+, e AIDS.
In questa prospettiva, una società che si ostina a promuovere per le sue attuali e future generazioni il deleterio stile di vita gender fluid è una società suicida destinata a veder aumentare, di giorno in giorno, tali tristi e drammatiche statistiche.

 

Fonte: poloinformativohiv.info