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HIV: STORIE DI DONNE CONTAGIATE 
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HIV: STORIE DI DONNE CONTAGIATE 2

HIV: STORIE DI DONNE CONTAGIATE

È cominciato il processo a Valentino Talluto, sieropositivo, accusato di avere contagiato decine di donne con il virus dell'Hiv senza rivelare loro la sua condizione. Finora sono state individuate 57 vittime. Ecco le testimonianze di alcune di loro


È accusato di avere contagiato con il virus dell’Hiv, dal 2006 al 2015, quando è stato arrestato, decine di donne, a cui chiedeva sesso non protetto, senza informarle della sua condizione. Valentino Talluto, sieropositivo, contabile, è sotto processo per epidemia dolosa e lesioni gravissime. Una delle sue vittime ha anche avuto un figlio affetto da immunodeficenza e encefalopatia. Ma lui, Talluto, dice di non sapere perché l’ha fatto.

A Rebibbia si è svolta la prima udienza del processo e sono state ascoltate le testimonianze delle sue vittime.

Ne sono state individuate, finora, 57, dalla Procura di Roma. Il Corriere della Sera ha riproposto le loro testimonianze.

Come quella di Martina, che nell’aprile 2006 era andata a studiare a Roma e si era iscritta al social network Netlog: la loro storia è iniziata chattando. «Io e Valentino uscivamo la sera dopo i miei impegni universitari. Andavamo al cinema o al ristorante cinese. Prendevo la pillola. Inizialmente non mi sentivo pronta ma poi mi sono innamorata e a giugno 2006 abbiamo avuto il primo rapporto». Martina parla di Valentino come di un uomo «disordinato. In casa facevo tutto io, dalla spesa al pieno per il motorino. Intanto studiavo. Non è stato semplice. Ho fatto anche la promoter nei centri commerciali per aiutarlo. Mi sentivo sola. Una volta mi chiese di fare sesso in tre. Gli dissi di sì e fu bruttissimo. L’altra donna si chiamava Pamela. Fu una volta sola e sbagliai ad accettare». Ha scoperto di essere sieropositiva nei primi mesi del 2007. «Inizialmente i rapporti non erano protetti. Ho fatto un primo test e sono risultata negativa, l’ho ripetuto e sono risultata positiva. Glielo ho detto. Sono andata da sola all’ospedale Spallanzani. Mi ha detto che non poteva accompagnarmi, aveva un corso di teatro, gli ho detto che me lo doveva… Ma poi ho continuato a stare con lui perché ero innamorata e non ero in grado di comprendere la situazione. A volte mi allontanavo. Ma lui mi cercava e tornavo». Martina ha cominciato la terapia nel 2007. «Avevo allucinazioni nella notte. Ho avuto il papilloma virus per quattro anni. E infine ho avuto due bruciature all’interno del collo dell’utero con un dolore che non auguro a nessuno. Ho cambiato terapie. Anche ora prendo una compressa tutte le sere, a vita, che per ora non mi dà effetti collaterali. So che siamo soggette ad avere problemi di osteoporosi anche prima della menopausa». La sua situazione è un ostacolo anche per intrecciare nuovi rapporti: «Mi è capitato di conoscere un ragazzo e non sapendo come comportarmi glielo ho raccontato. Eravamo in auto. Lui mi ha aperto lo sportello e mi ha lasciato sulla via Ostiense. Sono tornata con i mezzi. Ognuno reagisce in modo diverso. Per fortuna ora ho una compagna che è stata una grandissima benedizione. Però non è normale scappare».

Caterina, invece, aveva conosciuto Valentino quando aveva quattordici anni. Andavamo alle medie. È stato il primo ragazzo in assoluto. La nostra storia è durata circa 3 anni poi ci siamo lasciati una prima volta. In seguito ho avuto un’operazione alla testa per un tumore e lui è venuto a trovarmi in ospedale: “Sono stato a Ibiza” mi dice. “Guarda le foto che belle”. Quando sono tornata a casa abbiamo avuto un rapporto non protetto. Era il 2009». Si è accorta dell’Hiv «per caso»: «Dovetti fare qualche telefonata di cui non vado fiera. Ex ragazzi ai quali chiesi di fare il test. Risultarono negativi. Allora parlai con Valentino. Gli dissi che avevo scoperto di essere sieropositiva ma lui mi disse che era impossibile che fosse stato lui. Io insistetti e gli dissi di fare un controllo. Ero preoccupata per la sua salute, tenevo a lui. Era stato il mio primo ragazzo. Lo vidi allo Spallanzani ma mi disse che era lì per suo cugino, non per lui. Mi tirò fuori un foglio e disse: “C’è scritto che sono negativo”». Caterina non riesce ancora a dirlo alle persone. «Anche ai miei è stata dura dirlo. Mia madre non riusciva più a baciarmi. A volte ho paura anche quando cerco lavoro, sono parrucchiera».

Ginevra spiega: «Ho conosciuto Valentino in un bar di Acilia accompagnando una mia amica che doveva uscirci. Il giorno dopo lui avrebbe dovuto andare in vacanza con Martina. Al ritorno dalla sua vacanza mi ha ricontattato e abbiamo cominciato a frequentarci da soli. Pensavo che ci fossimo messi insieme. Uscivamo, ci baciavamo, poi abbiamo avuto rapporti. Mi aveva detto che in vacanza, con Martina era finita». Ginevra, però, si è resa conto presto che Valentino aveva altre storie: «Un giorno che avevo dormito da lui, al mattino, mi sono collegata al pc e ho trovato aperta la sua pagina Facebook. Ho trovato tutti messaggi con donne, piuttosto espliciti. E lì abbiamo litigato. Dopodiché lui è stato molto convincente nello spiegare che la sera quando non aveva niente da fare si metteva al Pc a giocare e che non ci dovevo fare caso perché con nessuna di queste ragazze aveva incontri e allora abbiamo ricominciato a frequentarci». Ginevra è venuta a scoprire dell’Hiv grazie a Martina: «Mi si presentò e mi disse di fare attenzione. Che lui era sieropositivo. Disse che si erano lasciati. Insistette che facessi il test. E un giorno decisi di farlo, perché mi sembrava una cosa carina nei suoi confronti. In fin dei conti era stata onesta con me e sembrava preoccupata. L’ho scoperto così. Era il 2014. Lui mi ha detto a occhi bassi che era dispiaciuto». Quel giorno è cominciato il suo incubo: «Un tempo andavo in giro portando uno spruzzino con la candeggina e dove toccavo pulivo. Poi ho smesso. Mi sento accettata dalla mia famiglia. Ma dentro di me non mi metto in condizione di conoscere altre persone, nessuna».

Simona ha conosciuto Valentino su Chatta, poi hanno cominciato a uscire. «Mi piaceva. Ero attratta. Ma personalmente cercavo qualcosa più del sesso. Lui no. Sembrava non riuscisse ad andare oltre. Era un ragazzo strano. Parlava solo di sesso. Giocava con il cellulare fino a tarda notte. Non aveva interesse a costruire qualcosa». Anche lei è stata contattata da una ex di Valentino: «E ho fatto il test. Sono sieropositiva dal 2014. Avevo mal di testa insistenti, mi venne diagnosticata una bronchite e mi ricoverarono in codice rosso al l’ospedale. Poi pensarono a un tumore. Ma gli esami diedero risultato negativo. Allora mi dissero: “É leucemia” finché non si resero conto che i globuli rossi bassi erano dovuti al fatto che ero sieropositiva. Per fortuna mi sono sposata. Non riusciamo ad avere figli. E vorremo fare la fecondazione artificiale. Ma abbiamo paura».

 

Fonte: www.vanityfair.it