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HPV E CANCRO ALL'UTERO 2

HPV E CANCRO ALL'UTERO

Il Pap test divide l`Italia. O, almeno, così pare, stando ai dati: a sottoporsi al Pap test è infatti il 47% della popolazione femminile del Nord Italia contro il 27% di Sud e isole, mentre le regioni del Centro fanno registrare il 40%.
 
I dati sono stati presentati da Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna) in occasione dell`incontro "Papilloma virus: le donne e le mamme di fronte alla vaccinazione" svoltosi nella Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, organizzato proprio  dall`Osservatorio in occasione della Settimana europea di prevenzione del tumore al collo dell`utero.
Secondo i dati registrati da Onda, l`85% delle donne italiane conosce l`Hpv, il Papilloma virus umano, e il 40% dimostra di possedere informazioni corrette sulle modalità di trasmissione. Il 52% delle italiane ha già vaccinato la propria figlia o sta pensando di farlo, mentre il 13% delle donne non conosce la campagna di vaccinazione delle dodicenni iniziata lo scorso anno. La prevenzione sta prendendo sempre più piede in Italia e, nonostante le disparità di risposta tra le regioni, ha già fatto registrare "una tendenza alla riduzione della mortalità per il cancro al collo dell`utero estremamente positiva - sottolinea la presidente di Onda Francesca Merzagora - che ci induce a sperare che sia davvero possibile sconfiggere questo tumore".
Un vaccino tetravalente per sconfiggere i quattro ceppi del Papilloma virus più pericolosi per le donne europee. Due test di screening, il Pap test, a disposizione di tutta la popolazione femminile e l`Hpv-Dna-test, adatto soprattutto alle donne che hanno superato i 35 anni, o come analisi di "secondo livello" per chi, anche se più giovane, abbia riscontrato un esito anomalo del Pap test. Una prevenzione primaria - quella attraverso il vaccino - che, unita a quella secondaria che si avvale degli screening, ha reso possibile negli ultimi venti anni una diminuzione del 50% della mortalità per il tumore dell`utero, come spiega il sottosegretario al Welfare Francesca Martini: "Questi risultati positivi sono dovuti alla qualità delle cure disponibili in Italia e soprattutto ai programmi di prevenzione e di diagnosi precoce, come il Pap test e l`Hpv-Dna-test".
In Italia si stimano ogni anno circa 3500 casi di carcinoma alla cervice, e di questi 1100 circa risultano mortali. Un numero in continua discesa grazie alle campagne di prevenzione: "Negli ultimi anni la prevenzione in Italia è enormemente migliorata, anche se non si è ancora del tutto colmato il divario tra il Nord e il Sud - osserva Sergio Pecorelli, membro della  Commissione ministeriale prevenzione e screening -. I programmi di screening con Pap test interessano oggi il 65% della popolazione al Nord, il 92% al centro e il 68% al Sud, anche se le risposte all`invito sono più basse, vedendo interessate rispettivamente il 27% delle donne al Sud, il 47% al Nord e il 40% al Centro".
Più di cento, 120 per la precisione, sono i sottotipi esistenti del virus dell`Hpv. Di questi, 15 sono quelli più pericolosi perché possono portare al tumore. Dopo la realizzazione dei due vaccini utilizzati a livello europeo contro i ceppi più aggressivi del virus presenti in Europa, le case farmaceutiche sono adesso nel pieno della sperimentazione di un altro vaccino. Sarà nonavalente, per prevenire il cancro al collo dell`utero alle donne dell`Africa subsahariana, dove tra i 120 diversi ceppi di virus esistenti sono 9 sottotipi a essere tra i più pericolosi perché possono condurre al tumore. Perché la prevenzione non si ferma al mondo occidentale, e il virus non conosce etnie e non fa differenze.
 
 
Tag: Hpv