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LE CONSEGUENZE DELL'AMORE 2

LE CONSEGUENZE DELL'AMORE

I progetti di educazione sessuale della Regione emiliana hanno coinvolto 41.000 adolescenti. Il più articolato è «W l’amore» che ha interessato 41 istituti
 

Quali cambiamenti avvengono nella mente, nelle relazioni e nel corpo durante l’adolescenza? Come evitare una gravidanza? Quali sono le malattie sessualmente trasmissibili? E alla fin fine che cos’è l’amore?

Domande, dubbi, perplessità a cui cercano di dare risposta i progetti di educazione all’affettività e alla sessualità, promossi e sostenuti dalla Regione. Progetti di educazione sanitaria, che comprendono anche interventi per la prevenzione dell’Aids e di altre malattie sessualmente trasmesse, che hanno coinvolto nell’anno scolastico 2015-2016 più di 41 mila adolescenti e circa 3.700 tra insegnanti, genitori ed educatori.

Quello più articolato è stato lanciato nel 2013 e si chiama «W l’amore». Per aiutare i ragazzini delle scuole medie a vivere in modo consapevole e sicuro le relazioni interpersonali, l’affettività e la sessualità. L’esigenza di lavorare con la fascia dagli 11 ai 14 anni nasce dai dati e dalle ricerche che denunciano come «stia aumentando la percentuale di adolescenti che iniziano la sessualità in età precoce, entro 14 anni, senza possedere informazioni e competenze adeguate per proteggersi da rischi di gravidanze indesiderate ed infezioni sessualmente trasmesse — dichiara Antonio Brambilla dell’assessorato alle politiche per la salute della Regione —. La precocità sessuale si accompagna all’assunzione di maggiori comportamenti a rischio soprattutto fra gli adolescenti più fragili, come immigrati di seconde generazioni, studenti di corsi professionali, adolescenti con situazioni socio-familiari più fragili».

Il progetto, ispirato ad un analogo progetto olandese, ha avuto un successo crescente. È partito in via sperimentale nel 2013 in tre scuole di Bologna, Forlì e Reggio Emilia, coinvolgendo 207 studenti, 74 docenti formati, 9 operatori degli Spazi giovani e 10 educatori dei servizi educativi territoriali.

L’anno scolastico successivo le scuole coinvolte sono state 34 con 121 classi per un totale di 2.903 studenti; hanno partecipato alla formazione 274 insegnanti e 16 educatori. Tutte le famiglie degli studenti sono state informate del progetto, 1.042 genitori erano presenti agli incontri informativi e 151 hanno richiesto e partecipato agli incontri di approfondimento sulla relazione genitori- figli adolescenti. Nel 2015- 2016 le scuole coinvolte sono state 41 con 138 classi e hanno coinvolto circa 3.300 studenti e più di 300 adulti di riferimento (insegnanti ed educatori).

Gli studenti che hanno partecipato sono stati soddisfatti. Sempre in quell’anno scolastico, in base ai risultati di un questionario di valutazione, il progetto «è stato ritenuto molto utile (media di 5.19 su una scala da 1 a 6) in quanto risponde a curiosità, dubbi, domande e aiuta ad aumentare le competenze e le informazioni su contraccezione e prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili», conclude Brambilla. La risposta è stata positiva per l’88% delle ragazze e per il 92% dei ragazzi».

Fonte: corrieredibologna.corriere.it