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IL 19 OTTOBRE SI CELEBRA IL BRA DAY 2

OGGI 19 OTTOBRE SI CELEBRA IL BRA DAY

Essere consapevoli migliora la vita. È questo l’obiettivo del Bra day del 19 ottobre, la giornata internazionale sulla consapevolezza della ricostruzione del seno dopo un tumore, che si celebra in oltre 10 Paesi tra cui Usa, Canada, Australia e Italia. Il nome gioca con il termine Bra, che in inglese significa reggiseno, ma è anche l’acronimo di Breast Reconstruction Awareness, appunto Consapevolezza della Ricostruzione del Seno.

L’iniziativa prevede una serie di appuntamenti – coordinati dall’associazione Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus – in vari ospedali italiani: saranno coinvolte Roma, Palermo, Bologna, Forlì, Modena, Verona e Trento, con numerose proposte di informazione e divulgazione.

«L’importante è non avere troppe aspettative, perché la chirurgia ricostruttiva non è come quella estetica, il risultato è molto diverso» va dritta al punto Francesca Del Rosso, giornalista e scrittrice. Tiene un blog le Chemioavventure di Wondy e ha appena dato alle stampe il suo terzo libro “Breve storia di due amiche per sempre”.

«L’effetto estetico che si ha dopo una mastectomia – continua Francesca – non è quello che possiamo immaginare quando vediamo donne anche molto belle che si rifanno il seno perché vogliono una taglia in più. È una cosa molto diversa. Di questo è importante esserne consapevoli già prima di andare sotto i ferri. Nel momento in cui i dottori sono stati sinceri è più facile poi essere preparate quando si tolgono le bende e si vede come si è esattamente».

«Io ho avuto due interventi – ricorda Francesca. – Il primo nel 2010. Sei mesi dopo la chemioterapia mi hanno inserito un espansore e dopo qualche mese sono riusciti a farmi tornare com’ero prima. Nella seconda operazione hanno inserito immediatamente una protesi. Quindi non ho vissuto il momento della mastectomia. All’inizio la cosa complessa è vedersi con queste cicatrici molto intense. Poi però si sono schiarite. Ti dicono di massaggiarle, di rendere la pelle sempre molto elastica. Se ti curi e non hai paura di toccarti, la situazione migliora anche velocemente. Bisogna avere pazienza. Io la consiglio vivamente: il fatto di poter rindossare i propri abiti e di far sì che a una prima occhiata non si veda niente è molto importante per tornare alla normalità».

Daniela Lizzi è invece un avvocato che ha scelto un’altra strada per arrivare alla ricostruzione del seno. «Ho preferito rivolgermi al metodo dell’innesto del grasso con il dottor Rigotti. Non è stato facile, ma con un po’ di ricerche sono riuscita a contattarlo. Sono molto contenta dal risultato che insieme ad altre quattro compagne di viaggio ho fondato l’Associazione italiana ricostruzione innesto adiposo, che ha lo scopo di divulgare questo metodo che incontra ancora delle ritrosie nei confronti dei chirurghi plastici classici che usano le protesi o il metodo misto protesi+grasso.  L’ho scelto, perché si torna a una normalità che nessun altro sistema può dare».

Quanto tempo ci vuole per tornare ad avere il seno? «Dipende se c’è stata chemioterapia o no. Io non mi sono sottoposta a questo trattamento. Ho fatto cinque interventi, uno ogni tre mesi. Quindi ci è voluto un anno e mezzo. Chi ha fatto chemio deve aspettare un po’ prima di cominciare».

 

Fonte: salutebellezzaonline.it