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Piemonte, impennata dell’epatite A

epatite
 
 
In un decennio contagi cresciuti da 2 a 50 l'anno. Si contrae con rapporti sessuali e mangiando cozze crude
 
Le misure di prevenzione per contrastare la diffusione di epatite A in Piemonte sono state rafforzate: un’impennata di casi dall’inizio dell’anno ha convinto la Regione a potenziare di recente una campagna informativa perché a vaccinarsi siano tutti i soggetti a rischio. A chiunque si rivolga in questi ultimi mesi alle strutture per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili o ai centri di malattie infettive, a chi viaggia in Paesi dove l’igiene degli alimenti non è ritenuta sicura, a chi va in Regioni dove intende mangiare mitili crudi, da aprile si consiglia di sottoporsi alla vaccinazione per l’epatite A, una malattiainfettiva acuta del fegato causata da un virus (Hav) che appartiene alla famiglia delle Picornaviridae.
 

Negli adulti l’esordio della malattia è di solito brusco con febbre, perdita di appetito, nausea e vomito e l’ittero è il sintomo predominante. La malattia si può presentare in varie forme cliniche, da “lieve” con durata di una o due settimane, a “gravemente debilitante” con durata di diversi mesi. La guarigione completa, senza ricadute, è la norma, mentre di rado il decorso può essere fulminante. L’età media di chi si ammala è di 34 anni.
 

La preoccupazione è cresciuta all’inizio di quest’anno. Dai primi mesi del 2017 il Sistema di Sorveglianza delle Malattie Infettive del Piemonte sta infatti registrando un numero di casi di Epatite A superiore all’atteso e calcolato sull’andamento osservato negli otto anni precedenti. Erano due soli casi meno di dieci anni fa. Sono in media 45 all’anno ora, con picchi superiori ai 50 casi e soprattutto nella prima parte dell’anno. «Parliamo sempre di numeri molto bassi — spiega il direttore della sanità regionale e epidemiologo Vittorio Demicheli — ma in ogni caso d tenere sotto controllo per una crescita che si considera anomala». In 20 dei 58 casi registrati a gennaio è stata riferita una esposizione sessuale a rischio. L’aumento, chiarisce ancora Demicheli si rileva solo negli uomini (l’85 per cento dei casi anche a livello nazionale) mentre il numero di segnalazioni nelle donne segue l’andamento previsto.
 

La vaccinazione è gratuita per: viaggiatori di età inferiore ai 18 anni o residenti in Paesi dove l’Epatite A è endemica, persone affette da alcune patologie croniche, consumatori di droghe per via endovenosa, lavoratori a rischio, uomini che fanno sesso con uomini sono consigliati di vaccinarsi. In tutte le altre situazioni il vaccino è offerto a prezzo di costo, circa 50 euro a ciclo, in tutti i Servizi vaccinali delle ASL della regione.
 
 
La malattia ha un periodo di incubazione che va da 15 a 50 giorni, in media 28-30 giorni. L’infettività è massima, spiega ancora l’epidemiologo della Regione durante l’ultima metà del periodo di incubazione e la maggior parte dei casi non è probabilmente più contagiosa dopo la prima settimana di ittero.
 
 
 
 
Fonte: torino.repubblica.it