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Problemi intimi  d'estate  2

Problemi intimi d'estate

 
 
Irritazioni e infiammazioni sono frequenti nelle donne, a tutte le età (anche se per cause diverse). Nei mesi caldi aumentano ulteriormente i rischi: cosa bisogna sapere e i consigli per non rischiare fastidi “rovina-vacanze”.


I problemi “intimi” sono molto frequenti nelle donne, a tutte le età: dai primi anni di vita, con le irritazioni da pannolino, fino alla menopausa, a causa delle modificazioni ormonali. Nella maggior parte dei casi si tratta di infiammazioni e vulvo-vaginiti, ma si può arrivare anche a vere e proprie infezioni da curare con l’antibiotico. D’estate il rischio può aumentare per vari motivi: sudore, uso di indumenti attillati (anche di materiali sintetici), sabbia e acqua di mare a contatto con la pelle. Molto spesso però i problemi sono legati alla stitichezza ricorrente. «Retto e vagina comunicano e, se c’è ristagno delle feci, si modifica il ph della vagina indebolendo le difese: così i batteri dall’intestino possono colonizzare la vagina stessa. L’intestino deve sempre essere libero - spiega Irene Zerbetto, ginecologa all’Humanitas Fertility Center di Milano -. Inoltre è molto importante, in caso di infezioni, eradicare il patogeno all’interno, con farmaci antimicotici o antibiotici, per evitare che il problema possa tornare. Questo succede se si curano solo i sintomi esterni, come arrossamento o prurito». Oltre alla stitichezza, altre cause di infezioni possono essere: rapporti sessuali non protetti e promiscui, scorretta igiene personale, l’assunzione di alcuni farmaci (come antibiotici e immunosoppressori) che alterano la flora vaginale e abbassano le difese naturali dell’organismo, l’utilizzo in comune di servizi igienici e asciugamani, la frequentazione di piscine, le variazioni ormonali (in gravidanza, in menopausa, durante l’assunzione della pillola anticoncezionale) che rendono la zona vaginale più vulnerabile nei confronti delle aggressioni batteriche.

 

Mentre le irritazioni riguardano la parte esterna della vagina (accompagnate spesso da arrossamento), le infezioni si sviluppano nell’interno e possono avere origine micotica, infettiva e batterica. I responsabili possono essere funghi (il più frequente è la candida albicans), batteri (gardnerella, gonococco, stafilococco, streptococco), parassiti intracellulari simili ai batteri (clamydia), virus (herpes genitale), protozoi (trichomonas). Le infiammazioni di origine non infettiva possono essere causate da un detergente intimo non corretto, da indumenti stretti, da profilattici, deodoranti e/o creme depilatorie. Spesso le infezioni si manifestano con leucorrea (perdite vaginali biancastre, a volte maleodoranti), prurito, bruciore e dolore, ma possono anche essere asintomatiche, come quelle da clamidia. «Quest’ultima patologia non dà segni o sintomi di per sé e spesso viene scoperta solo quando una donna cerca una gravidanza ma non riesce a concepire - spiega la dottoressa Zerbetto -. Infatti l’infezione da clamydia dà luogo ad aderenze che possono bloccare la funzionalità delle tube, dando così un’infertilità secondaria. La clamydia si trasmette per via sessuale e si può verificare la presenza di infezione, in corso o passata, tramite un semplice esame del sangue».

 

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