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SIENA, ICAR ANNUALE CONFERENZA SULLE IST 2

SIENA:ICAR,CONFERENZA ANNUALE SULLE IST

L'11 giugno è iniziata la  nona edizione dell’Italian Conference on AIDS and Antiviral Reserch (ICAR), presieduta da Maurizio Zazzi, Andrea Antinori e Andrea De Luca, che quest’anno si tiene a Siena presso l’Università degli Studi-Centro didattico del Policlinico Santa Maria alle Scotte.

 

Si tratta di un importantissimo appuntamento annuale per fare il punto sulle novità della ricerca e delle terapie contro HIV ed Epatiti e sui trend delle infezioni. Coinvolge più di 800 esperti, medici, ricercatori ed esponenti delle realtà e associazioni impegnate nell’assistenza e nella prevenzione.

 

Ad allarmare la comunità scientifica quest’anno è il dato, diffuso qualche giorno fa, sui nuovi contagi di HIV che, assieme ad altre infezioni sessualmente trasmissibili, come le epatiti, fanno registrare un incremento percentuale anche tra le fasce di età più elevata degli over 50. 1 nuova diagnosi su 5 di HIV riguarda ormai persone appartenenti a quest’ultima fascia.

 

“I rapporti a maggior rischio – dichiara Andrea De Luca, direttore Malattie Infettive dell’Università di Siena – sono quelli anali ricettivi, seguiti dai rapporti vaginali recettivi, quindi quelli anali insertivi, vaginali insertivi e, infine, i rapporti orali recettivi. Ho deliberatamente omesso il genere maschile o femminile e ho voluto focalizzare sulla modalità del rapporto che può in parte prescindere dal genere. Questo gradiente e l’entità del rischio può, inoltre, variare sensibilmente in relazione al contesto in cui il rapporto si svolge. È ovviamente più elevato se avviene nell’ambito di popolazioni ad alto rischio di endemia come in alcune grandi metropoli europee o in paesi dell’Africa Sub-sahariana .

Ma come si può spiegare questo trend? “Quando i rapporti non sono adeguatamente protetti dal preservativo – spiega De Luca – l’incidenza di tutte le infezioni sessualmente trasmesse aumenta. In Italia, negli ultimi anni, abbiamo osservato un raddoppiamento di casi di sifilide, ma sono in aumento anche episodi di gonorrea e di epatiti A e C. Per questo stesso motivo i nuovi casi di infezione da HIV non diminuiscono come potrebbero”. È utile ricordare in proposito come ci sia un rapporto positivo tra le varie infezioni sessuali e l’HIV, la cui trasmissione può essere facilitata dalla presenza di altre infezioni, e che, a sua volta, può aggravarne il decorso.

 

Preoccupante il quadro dei dati esposti dal Professor De Luca: ”Oggi si registra un incremento di nuove diagnosi di infezione da HIV in soggetti con più di 50 anni di età, che rappresentano circa il 20% delle nuove diagnosi nei centri clinici ed appartengono ad entrambi i sessi. Fino a 5 anni fa, invece, rappresentavano soltanto il 14%. Di queste in un caso su due la malattia è stata riscontrata in una fase molto avanzata. Per quanto riguarda gli uomini che fanno sesso con uomini, si è passati da 120 casi a 190 nell’ultimo quinquennio”.

Questo dato ci deve far riflettere ma non ci deve far cadere negli errori commessi in passato: “Non bisogna commettere l’errore di settorializzare l’Hiv come una infezione di genere o di gruppi – precisa Andrea Antinori, coordinatore di Icar, direttore Uoc immunodeficienze virali, Inmi Lazzaro Spallanzani Roma – . Si tratta di un virus che non fa differenze, ma che colpisce uomini e donne semplicemente sessualmente attivi. Nessuno può sentirsi al riparo. È soprattutto una questione di comportamenti a rischio. In ogni caso va considerato che in alcune popolazioni target, tra cui gli uomini che fanno sesso con uomini, l’incidenza è più elevata e per questo sono necessari nuovi programmi di prevenzione più efficaci”. Programmi che, evidentemente devono tener conto anche del felice prolungarsi della vita sessualmente attiva che ha accompagnato l’innalzamento della vita media.

 

Diversificato il quadro per le Epatiti. Infatti, non si registrano dati preoccupanti per l’Epatite B – oggetto di un’efficace campagna di vaccinazione da molti anni – e per l’Epatite C, per cui si consiglia sempre l’uso del preservativo in assenza di un vaccino efficace. Invece rimane alta l’attenzione sull’Epatite A che, come più volte segnalato, ha fatto registrare proprio negli ultimi mesi, un importante focolaio epidemico in diversi Paesi europei, Italia inclusa, con una forte incidenza nella popolazione di maschi che fanno sesso con maschi. Consigliato, per le persone a rischio il ricorso al vaccino offerto gratuitamente dalla ASL. In Italia, negli ultimi anni, si è osservato un raddoppiamento di casi di sifilide.

 

Fonte: www.prideonline.it