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Trattami bene, nuova iniziativa sull'HIV


 
 

Uno spazio informativo per conoscere meglio chi combatte la malattia e un invito globale a migliorare tutti assieme la qualità di vita dei malati

 

 

Vivere con l’hiv e, al contempo, stare bene nella società, in ogni contesto. È l’obiettivo delle persone che convivono con la malattia: i progressi della medicina e l’innovazione delle cure contano tantissimo ma non sono gli unici aspetti. Per una buona qualità di vita contano, come per qualsiasi altra persona, le relazioni con gli altri e il modo in cui questi ultimi ti trattano.

 

Ecco perché #TrattamiBene è il nome della nuova iniziativa sull’Hiv, supportata dall’azienda farmaceutica Gilead, e possibile grazie al contribuito di nove associazioni di pazienti attive a livello nazionale (Anlaids Onlus, Ala Milano Onlus, Arcigay Onlus, Asa Onlus, Circolo Mario Mieli, Arcobaleno Aids Onlus, Nps Italia Onlus, Nadir Onlus, Plus Onlus), patrocinata dall’Icar (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research) e dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit).

 

Un’iniziativa che mette al centro dello spazio informativo e di discussione i bisogni delle persone affette dal virus, identificando i bisogni e le priorità, anche in relazione ai vissuti: il riferimento va alla popolazione sms (maschi che hanno sesso con altri maschi, al di là della mera identificazione sessuale), persone con hiv e i loro partner, detenuti, migranti, persone affette da Hiv ma anche da epatite C, donne, transgender, persone che fanno uso di droga.

 

Un approccio quello che guarda alla dignità e al benessere, che passa, appunto, dal trattare bene le persone con Hiv, sempre, in tutti i contesti, da quello lavorativo a quello politico istituzionale.

 


#TrattamiBene, più qualità della vita per i malati di Hiv
Uno spazio informativo per conoscere meglio chi combatte la malattia e un invito globale a migliorare tutti assieme la qualità di vita dei malati tb 2
Vivere con l’hiv e, al contempo, stare bene nella società, in ogni contesto. È l’obiettivo delle persone che convivono con la malattia: i progressi della medicina e l’innovazione delle cure contano tantissimo ma non sono gli unici aspetti. Per una buona qualità di vita contano, come per qualsiasi altra persona, le relazioni con gli altri e il modo in cui questi ultimi ti trattano.
Ecco perché #TrattamiBene è il nome della nuova iniziativa sull’Hiv, supportata dall’azienda farmaceutica Gilead, e possibile grazie al contribuito di nove associazioni di pazienti attive a livello nazionale (Anlaids Onlus, Ala Milano Onlus, Arcigay Onlus, Asa Onlus, Circolo Mario Mieli, Arcobaleno Aids Onlus, Nps Italia Onlus, Nadir Onlus, Plus Onlus), patrocinata dall’Icar (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research) e dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit).

 

Un’iniziativa che mette al centro dello spazio informativo e di discussione i bisogni delle persone affette dal virus, identificando i bisogni e le priorità, anche in relazione ai vissuti: il riferimento va alla popolazione sms (maschi che hanno sesso con altri maschi, al di là della mera identificazione sessuale), persone con hiv e i loro partner, detenuti, migranti, persone affette da Hiv ma anche da epatite C, donne, transgender, persone che fanno uso di droga.

 

Un approccio, quello che guarda alla dignità e al benessere, che passa, appunto, dal trattare bene le persone con Hiv, sempre, in tutti i contesti, da quello lavorativo a quello politico istituzionale.

 

#TrattamiBene è quindi un progetto multiplo, una piattaforma dove a parlare sono i pazienti, i presidenti delle associazioni e un progetto destinato a crescere raccogliendo le voci di chi vuole partecipare al dibattito grazie all’omonimo hashtag. Inoltre, sul sito dell’iniziativa, il manifesto TrattamiBene articola in sette concetti il giusto approccio per trattare bene chi vive con il virus. Il documento, racchiude, quindi, concetti che possono diventare, come si legge sul sito, “una base di interlocuzione con chiunque voglia mettere in atto politiche socio-sanitarie strategiche per garantire il benessere e la dignità di tutte le persone con HIV nel nostro paese”.

 

I progressi della medicina contano ma altrettanto rilevante è la possibilità, per chi è affetto dalla patologia, di stare bene, progettare un futuro – si vive più a lungo – e di non subire alcuno stigma.

 

Fondamentali restano tutti gli altri obiettivi per sopprimere il virus, come li precede anche il programma delle Nazioni Unite, Unaids, che punta a tre target nodali per la soppressione del virus.

 

Fonte: wired.it